Deformazione professionale

La scelta dei titoli per i miei articoli è sempre un po’ combattuta.

E’ successo un fatto in un locale dove ho lavorato. La prima cosa che ho pensato è stata che se ci fossi stata io a lavorare non sarebbe successo. Che egocentrica eh? Non è per nulla facile andare a bermi una cosa o mangiare fuori. Ho sempre da dire su tutto. Il servizio non va bene, il cameriere è scazzato e scortese, non ci da’ abbastanza attenzioni, non sa fare il suo lavoro, il locale è sporco e blabla.

Se potessi vedermi con gli occhi di chi sta mangiando con me mi prenderei a schiaffi. Però purtroppo anche se non commento ci penso lo stesso. Mi piacerebbe aprire qualcosa di mio. Ma bisogna essere realisti. Non diventiamo imprenditori solo perchè, nel mio caso, abbiamo lavorato nella ristorazione per tanti anni.

Certo non amavo la paga, ho lavorato in tanti posti gestiti male, sopratutto quelli a conduzione familiare. Però amavo il mio lavoro, e mi ha dato delle grandi soddisfazioni davvero. Una volta imparato l’inglese, riuscire a comunicare e accontentare anche i turisti stranieri è stato proprio un vanto per me. Il cliente ha sempre ragione non è mai stato il mio motto. Ma è anche vero che non puoi trattare di merda un cliente pretenzioso. Non conosci quella persona. Non hai idea dell’effetto che può fare sul quel cliente quel cappuccino decaffeinato con latte AD poca schiuma, con aggiunta di spolverata di cacao servito in tazza di vetro…magari gli cambia la giornata, gli da’ conforto. Siamo un po’ più umani.

E sorridi alla persona che entra, guardala negli occhi e chiedile cosa puoi servirle oggi per rendere la sua giornata migliore. Se davvero non ci riesci, se davvero ti è pesante (o non sei una persona solare…perché io lo sarei??) dovresti seriamente pensare di cambiare lavoro.

Non che io apprezzi chi invece non si impegna, chi lo fa da una vita questo mestiere, ed ha imparato ad essere cordiale ma non riesce a servirti un aperitivo, o non arriva alle cose più semplici. E’ gente che non esce e a cui non importa nulla? O sono persone che quando escono anche loro rompono le scatole al prossimo che le serve e le accoglie?

Se invece sei imprenditore, hai il tuo baretto, o il tuo ristorante ecc. Pensa davvero di investire sul personale. Dagli una bella divisa confortevole, soprattutto se si tratta di un lavoratore alle prime armi, insegnagli come ci si comporta. Insegnagli che deve fare sentire il cliente importante, perché si deve ricordare di essere stato bene, perché le sue richieste particolari sono state ascoltate e assecondate. Senza esagerare eh, mi sono capitati i clienti che facevano battute ogni due per tre (tra l’altro per nulla divertenti) che sicuramente era convinto di essere sul palco di Zelig.. anzi Colorado Caffè che di divertente c’erano solo i titoli di coda del programma.

Soprattutto formazione ai neo assunti. Non per forza corsi o qualcosa di troppo costoso se non te lo puoi permettere. Ma affiancagli almeno un altro dipendente esperto, che lo accompagni e lo consigli. Se hai pochi dipendenti allora è compito tuo che sei il Manager e padrone del locale. Londra mi ha cambiato il modo di vedere queste cose. Lì mi hanno fatto il training anche farmi vedere come portare fuori dal freezer i cookies già pronti per sistemarli nelle teglie!

Vi dovevo raccontare del documentario di ieri, devo dire che mi è piaciuto. Nulla di sentimentale o spirituale. In collaborazione con l’università di architettura, celebrava le fontane e le sorgenti con origini storiche o lavorazioni importanti. Davvero una bella fotografia e anche le musiche. Anche se era prevalentemente blues. Bello lo stesso.

E poi ad un certo punto della proiezione, con la pelle d’oca che mi camminava per la schiena (avevo un cuscino sotto il sedere come le vecchiette, infatti l’articolo di oggi lo volevo chiamare: “la scelta del cuscino” e incentrarlo totalmente sulla proiezione di ieri..) insomma un bagliore, un raggio li luce potentissimo ha illuminato la piazzetta buia facendo girare tutti gli spettatori. Era un meteorite.

” Questa notte la Sardegna è stata con il naso all’insù per ammirare un fenomeno abbastanza raro, un meteorite che è entrato in contatto con l’atmosfera sopra i cieli dell’Isola, illuminata a giorno per qualche istante prima che la scia luminosa sparisse. ” Ansa.it

E qualcuno che parlava di un fuoco d’artificio. Mah. Bellissimo.

Bellissimo come quando alla fine della proiezione qualcuno anziché fare un’innocente domanda sul documentario, si è alzato e brandendo il microfono ci ha dato il colpo di grazia con 20 minuti di monologo sulle sue conoscenze delle sorgenti e fonti della zona. Le sorgenti sono tante, milioni di milioni. 55. Sono 55

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