Binari

Ho fatto una torta di mele da una ricetta nuova trovata sull’internet.. un sacco di limone! ovviamente l’abbiamo messa a cuocere nel forno della cucina economica per sentirci più campagnoli-fighetti e l’abbiamo bruciata di brutto. Uff. è buonissima però, una bomba. Talmente buona che porca paletta me la sto mangiando tutta da sola, perché in questa casa è così, quando faccio un dolce: oh che bello, che buono che sarà.. ma chi se lo caga!

Vabbè tanto oggi ho trovato la -mai- routine di esercizi da fare tutti i giorni per il resto della mia vita forevva. Vi dico solo che la tipa ad un certo punto aveva il naso rosso come quello dell’ubriacone del paese, e tra una mossa e l’altra si asciugava il sudore che le scendeva fino alla punta del mento. E io manco una goccia! ..certo ci mettevo 5 minuti solo per capire bene come fare quel movimento così naturale e armonico per lei, ma così strano e scrocchiante per me.

Dopo pranzo anziché la solita passata di simpsons ci siamo messi un ” documentario” su Netflix.. un giovine neozelandese che intraprendeva dei viaggi, seguendo la moda del turismo macabro. Eh interessante no? Quell’uomo è un idiota con orribili magliette marinaresche a maniche lunghe con colli troppo tondi. Guardatelo ,e ditemi se sono io, si chiama: “Dark Tourist”.

vabbé

Nel secondo episodio va in Giappone, ovviamente nella foresta Aokigahara (青木ヶ原), conosciuta anche col nome di Jukai , a cercare corpi di suicidi, e già questo mi ha fatto salire il male.. perché incontra e conosce una signora (eh perché?!). La signora prega e ‘saluta’, davanti un’offerta di fiori, in una grotta. spiega che tanti anni prima, molti tipo 20 o 30, era venuta lì anche lei per suicidarsi a seguito di un litigio con il suo fidanzato, pensando di farlo sentire in colpa alla vista del suo corpo. Una volta lì invece, le si palesò una presenza che la invitò a non farlo e la convinse ad andare via.

Insomma la signora continua ad andare lì, per pregare e ringraziare, si tratta di una persona che vede e crede, e il nostro conduttore/protagonista sta lì tutto il tempo: ‘ma c’è qualcosa adesso, ma vede qualcosa?!’ ‘ah ma lo vede solo lei..’ insomma si sposta verso un’altra meta del Giappone che quasi quasi sei un po’ dispiaciuto anche tu di non aver visto qualche cadavere appeso.. ma và vaà

Si sposta, sempre accompagnato da ex abitanti del luogo, a Hashima (端島), nota anche come Gunkanjima (軍艦島) lett. “isola della nave da guerra”, per la somiglianza della sua forma alla corazzata giapponese Tōsa). Belle immagini e belle riprese devo dire, un posto incantato che non vi so spiegare bene quanto abbia sapore di Miyazaki. Immagini di edifici distrutti, abbandonati e desolati con sprazzi di verde e silenzio. Insomma decidono di salire sul punto più alto dell’isola dove si trova un piccolo tempio. Alcuni degli accompagnatori si emoziona e ringrazia e saluta il piccolo tempio. 50 anni che non tornavano sull’isola, tanti ricordi che riaffiorano dice qualcuno di loro.

e io? beh ma che ve lo dico a fare… (come alice quando si accorge di aver quasi sfondato il tetto col suo enorme testone, però deve comunque cercare di passare dal buco di quella maledetta serratura)

Quanto sarà bello rivedere la vecchia stazione dove sono cresciuta? Mi viene la pelle d’oca. Sento già il profumo del rosmarino, sono già li a percorrere i binari alla “Romeo”

e poi

niente mi sono ascoltata tutto il giorno l’intera colonna sonora di HAIR. Ovviamente cantata e interpretata da me medesima, ho anche spalancato bene le finestre e le tende e stretto forte il manico di quella dannata scopa.. che scottava e ardeva. ahahah

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